venerdì, aprile 01, 2016

Icio, Il sacro pane

A partire da qualche settimana ho iniziato a pubblicare su questo blog alcuni miei lavori con una mia lettura dell'opera
Questa volta vi presento "Icio, il sacro pane":

Attraverso questo ritratto affronto il tema della religiosità inconsapevole, nascosta nel gesto quotidiano, il soggetto (si vedano gli orecchini) cerca una via per essere fuori dagli schemi ma inconsapevolmente agisce un tema religioso, in quanto ognuno di noi assorbe negli anni formativi tutto un insieme culturale religioso, che lo si voglia ammettere o meno. Il colore blu steso in diverse tonalità digradanti enfatizza il tema introspettivo, creando una luce intimista e privata, luce che sfiora la montatura degli occhiali, le iridi e colpisce in modo significativo il boccone di pane creando questo legame di intuizione 'luminosa' tra ciò che vedo (gli occhi, IO), ciò che percepisco (l'occhiale quale strumento mediatore, l'ambiente, la cultura) e ciò che nutre intimamente il mio essere nel quotidiano (il pane, cibo semplice ma ricco di significato simbolico, la religiosità di cui è intriso inconsapevolmente quasi ogni nostro gesto spontaneo). N.B.questi tre punti toccati dalla luce alludono anche in modo 'nascosto' al tema della trinità


Icio, il sacro pane - acrilico su tela 120x120 cm incorniciato Tiziana 'Tirtha' Giammetta 2012

pubblicato su:

-Euro Arte maggio 2013;  
-catalogo KROUMEKI 2013

Esposto a:

-Arco galleria il Transito 'Relazioni Cromatiche' 2013
-Rovereto KROUMEKI  Sala Iras Baldessari 2013
-Londra presso la Royal Arcade Gallery  nel 2013
-La Spezia nel 2013 in occasione del premio Artista dell'anno UIL UNSA “Cristoforo Colombo” assegnato all'autrice presso il museo etnografico Podenzana
-Pergine TN nel 2014 nella collettiva Womanart c/o Spazio Event Art
-Barletta presso CENTRO CULTURALE ZEROUNO nel 2015 per la collettiva “qualcuno che ci guardi” con il patrocinio della Fondazione De Nittis
-Marcon Venezia presso lo Showroom Orler 2015 /2016 per l'evento “affordable art Mostra di Natale Orler”

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