venerdì, novembre 11, 2016

Rubedo - il mio ultimo lavoro

Non so se vi è mai capitato di avere delle immagini mentali che ogni tanto balzano su all'improvviso, nei momenti di relax, senza apparente attinenza con il momento presente, a me che sono molto visiva succede spesso, finora non ne avevo mai fatto nulla, ma qualche giorno fa, presa dal fuoco sacro, ho deciso di mettere su tela quell'immagine, un cielo intenso, rosso, vibrante, al di sopra di cime innevate
E così ad una velocità fulminante è nato Rubedo, 70x70 cm acrilico su tela


Rubedo - 70x70 cm acrilico su tela Tiziana 'Tirtha' Giammetta

In seguito ho aggiunto una parte di poesia al mio lavoro e all'interno del gruppo Facebook Poeti Viandanti è nato lo scambio a più voci che pubblico a seguire:

“Silloge a più voci” estemporanea per Verso e Con Verso – “Irruzione”
Erompe
un rosso vibrare
un grido silenzioso
orgasmo dell'anima
impellente ampiezza
visione che trascende
e inonda ogni spazio
al di sopra del gelo
del mondo.
Sublima lo spirito
tingendo l'aurora
dell'urlo carmineo
Sono spasmi
di fuoco
tra ceneri
che ardono
il loro ultimo respiro.
Dal rosso abisso
che si rivela al tempo
si elevano sogni
inespressi
a cercare anime
accoglienti e forti
capaci di darne corpo.
Irrompe e saliscende
scende e sale
purpureo latte tra i seni offerti
e mai più sottratti
agli amplessi
del vivido amore.
Tocca tutto
dentro e fuori
fuori e dentro
l'erotico gesto
di ricongiungimento
di ogni frammento
nell'uno
che gode finalmente
l'immenso.
Centro e lembo
lembo e centro.
Sulla vita
che s'avvita tra i fianchi
è fluente oramai, ora e d'ora in poi
l'alla(r)gamento.
(Poeti Viandanti: Tiziana 'Tirtha' Giammetta - Simona Saletti –Anna Lanzuise – Stefania Simeoni)
Immagine: Dipinto di Tiziana 'Tirtha' Giammetta – “Rubedo”



giovedì, agosto 04, 2016

うねり Uneri


"Contempli la tua anima nel volgersi infinito dell’onda che rotola."  Baudelaire


Questo mio lavoro ha una lunga storia, è nato da un sogno ricorrente che ho fatto sin dall'adolescenza fino allo tsunami di Sumatra, poi non è più ritornato.

Nel sogno l'onda gigante si presentava molto spesso negli stessi luoghi, ma a volte variava, era sempre terrificante, ed esprimeva al meglio tutta la forza della natura scatenata, probabilmente la mia natura scatenata.

Quando nel dicembre del 2004 ho visto nei telegiornali una delle sue forme reali, e che ha colpito tra l'altro maggiormente Sumatra, un'isola che ha avuto un significativo ruolo nella mia esistenza, l'onda dei miei incubi è scomparsa.

Ma non ho smesso di cercare di scoprire il significato profondo di quel sogno, sogno nel quale all'inizio ero vittima impotente, ma che negli anni avevo imparato a 'gestire' e nei sogni via via trovavo modo di sfuggire all'imminente impatto della gigantesca massa d'acqua.

Negli anni ho scoperto che moltissime persone hanno questo tipo di incubo ricorrente, ma ho anche scoperto che ciononostante non esiste una letteratura approfondita specifica sulle implicazioni profonde a livello psichico di questo sogno ricorrente tanto diffuso.

Nell'arte è stato Hokusai a darne la rappresentazione più efficace e nota, ed è stato ammirando la sua opera 'La grande onda di Kanagawa' che è nato in me il desiderio, prima o poi, di affrontare artisticamente questo lavoro.

Ma mentre la sua opera mostra uno tsunami, ovvero un'onda che si avvicina alla costa per frangersi, a me interessava l'onda anomala, quella che si forma in mezzo all'oceano, che non ha una costa su cui frangersi, ma si alza sempre più maestosa sommando moltissime onde più piccole.

Volendo però rendere comunque omaggio all'opera del maestro nipponico ho quindi cercato un madrelingua che mi aiutasse nella ricerca di un termine adeguato, per il titolo, che potesse dare un senso all'opera. Dall'Australia una docente universitaria giapponese Yuki, è venuta in mio soccorso, isolando per me alcuni diversi termini che potevano essere utilizzati, tra questi ho scelto Uneri うねり che, usando le parole di Yuki: 
"descrive l'enorme movimento del gonfiarsi della superficie dell'oceano - sono onde di rotolamento, si usa per dire cose del genere "Uneri è alto / grande" e si ha un senso di mare che si solleva alto e imponente in un movimento in qualche modo lento ma potente, e non si frange"
Ecco quindi perchè ho scelto questo termine per intitolare il mio Lavoro, lavoro che ora vi mostro:


うねり Uneri - Tiziana 'Tirtha' Giammetta
Acrilico e tessuto su tela 50x70 cm
clicca per ingrandire


una curiosità, si dice che Hokusai dipinse la sua onda come proveniente da sinistra perchè meno 'ovvia' per il pubblico giapponese, abituato a leggere in direzione diversa rispetto all'occidentale, non so se sia vero, ma quando mi sono messa al lavoro e mi è uscita un'onda proveniente da destra, in modo istintivo, poi riguardandola ho avuto un senso di spiazzamento, perchè per me sarebbe stata più 'naturale' proveniente da destra, nonostante creandola non abbia ragionato su questo producendo in modo assolutamente spontaneo un'onda 'inversa'. Anche questa inversione di onda avrà un suo significato?

A voi la risposta.


e nel frattempo, appena postato su Facebbok, questo lavoro, ha ispirato un trittico poetico nel gruppo Poeti Viandanti, che qui pubblico:


“Trittico” estemporaneo per Verso e Con Verso  
'La nascita dell'onda'

Rubare l'orizzonte
celati dalle fronde come cigli dell'autunno
quando l'imbrunire è blu come le sponde
di un sogno dimenticato dalla morte.

Un'onda raggelata
racchiude sempre
la geometria
dei suoi cristalli.

Mi rubo al suono
E celebro lo spazio
Lo occupo senza sapere
Se ancora vivo o se sono.

(Poeti Viandanti: Roberto Franco – Simona Saletti – Sara Grimaldi)

giovedì, giugno 30, 2016

L'origine du monde - l'inizio di una nuova ricerca

"L'origine du monde" 2016 tecnica mista
su tela montata su tavola 50x70 cm
opera selezionata per essere esposta nel 2017
al Vittoriano durante la Triennale delle Arti Visive di Roma

Molti mi hanno chiesto come mai una ritrattista innamorata del colore pieno, a tinte intense, sia improvvisamente, senza alcun preavviso passata all'astratto e per di più bianco; nulla accade per caso, anzi come ama dire mio marito 'le coincidenze sono come le isole, se togli l'acqua scopri che tutto è collegato'... questo post quindi serve a 'togliere l'acqua'.

Nei primi anni 90 frequentavo l'Accademia di Belle Arti, a Verona, provenivo dalla grafica, dalla fotografia, e la pittura 'pura' senza scopo pubblicitario era per me un enorme orizzonte tutto da esplorare, un cielo aperto, sconfinato e incognito.

Allora ancora non avevo abbandonato la carta, e anche se finalmente potevo esprimermi liberamente, sulle grandi dimensioni, e sui soggetti, la carta a me tanto familiare durante studi di grafica mi dava un terreno rassicurante da cui partire.

"Vietnam" 1992 - acrilico e pastelli a olio
su carta da scena circa 100x 100 cm
(clicca per ingrandire)

La tela, all'inizio furono lenzuola, arrivò solo nel 1993, quando, dopo un'immensa tragedia familiare  e una prolungata fuga all'estero, tornai libera dal percorso di studi, e mi sentii di seguire un primo percorso più autonomo.


"Stefano" acrilico su lenzuolo
1993 - 98x123 cm
(Clicca per ingrandire)


La figura umana, con un uso espressionista del colore e con una ricerca di 'essenzialità' del segno, velocità di esecuzione, mi ha accompagnato, da allora fino a pochi mesi fa, MA con una importante cesura intermedia, determinata da un blocco artistico sfociato in una depressione, dalla quale sono uscita nel 2000, grazie a un percorso di psicologia del profondo e all'impegno attivo (circa dieci anni) nella musica.

A parte qualche lavoro artistico sporadico la vera rientrata in scena nella mia vita, da protagonista, della pittura avviene nel 2012 con l'opera 'Sorgente' (attenzione al titolo) realizzata sopra un quadro interrotto all'inizio del periodo depressivo, il quadro che aveva caratterizzato 'il blocco', si trattava di un'opera a tema alchemico, che non avevo mai terminato.


"Sorgente" acrilico su tela - 2012
(clicca per ingrandire)




Da allora ho lavorato in modo libero, e curioso, continuando ad esplorare la figura umana, il ritratto, raccogliendo, come piccoli frammenti di un puzzle ancora a me sconosciuto, i volti di persone della mia vita, ognuna con il suo caratteristico modo di essere, ognuna con le proprie tonalità, il proprio colore, come a comporre un grande invisibile ritratto collettivo, il ritratto della mia anima rispecchiata in un frammento delle loro anime.
E in mezzo, tra essi, utilizzando sempre persone della mia vita come modelli, alcune opere a tema mitologico come Medusa:

Medusa - Acrilico su tela ottagonale
 lato cm.46 ingombro 112x112 cm- 2014



Fino al 2016

D'un tratto il nero (non più la depressione fortunatamente) bensì una velata malinconia ha 'ingessato' il mio lavoro artistico, la mia ultima opera è un piccolo schizzo su moleskine caratterizzato da toni lividi (ne pubblico qui una foto) quasi una revisione in cupezza del quadro realizzato poco prima con lo stesso soggetto (quadro 50x70 che trovate QUI)

Persefone 2016 - schizzo su moleskine
inchiostro e acquerello


Ma non solo questa, le ultime cinque opere non ritraggono più una persona della mia vita, ma ognuna di loro una perfetta sconosciuta... forse quello che in me cercavo, la parte ignota.

Quest'ultima inoltre rappresenta la figlia della dea della natura, della terra, della prosperità, rapita e imprigionata da Ade negli inferi. Le coincidenze non esistono dice Matteo, mio marito, e tutto questo non è stato studiato a tavolino, programmato, ho sempre seguito il mio istinto, la mia spinta interiore, nella scelta dei soggetti, ed alcuni di loro (come Medusa, la pietrificatrice) mi sono costati anche emotivamente nella gestazione.

Ed arriviamo al quadro che stavo per dipingere, e non ho mai iniziato, il quadro doveva coprire, eliminare, nascondere un opera che da un po' disconosco, che non sento mia, che a modo mio detesto, questa:

"Fondazione" - 2012 rimaneggiata nel 2015 -
acrilico su tela 120x120 cm


l'immagine, livida e oscura, che avrebbe dovuto cancellare la vita nascente di "Fondazione" sarebbe stata tratta dal riflesso dello specchio in questa foto:



Melanconia, sarebbe stato il titolo, e qui appare chiaro l'evidente allargarsi del manto scuro della nigredo, che si era impadronito del mio fare artistico.

Ma come si arriva dal nero profondo al bianco?

Beh, ripeto ancora che le coincidenze non esistono, e mentre come una assetata vagavo tra blog di artisti e gruppi di artisti per trovare un calice di acqua fresca (senza trovarlo peraltro, trovando invece tanti altri assetati in cerca di sollievo) è arrivata una inattesa 'sfida' da qualcuno, che su quei blog non si trovava, mi ha voluta spronare, vedendo in me una luce che non coglievo più, vedendo in me un germe di possibilità, e mi ha chiesto di accogliere la sua proposta: un'opera astratta total white!!!

Non nego il panico iniziale, non nego la tentazione di ritirarmi come un ragno nel buco, MA questo semplice chiedermi di esplorare un terreno a me non consono, e soprattutto nell'unico colore che non avevo ancora esplorato, ha aperto un universo.

Il giorno dopo la sconcertante proposta un'esplosione di possibili quadri nella mia mente si susseguiva senza posa, come una supernova, frammenti di visione ovunque, possibilità infinite... (Persefone quando esce dall'Ade non porta forse la primavera?)

Voglio citare ciò che ho scritto più sopra parlando del mio ingresso in Accademia: "un enorme orizzonte tutto da esplorare, un cielo aperto, sconfinato e incognito"

All'improvviso ho compreso che il figurativo era stato un limite al mio percorso, che posso esplorare tutto ciò che emerge dalla mia anima senza pormi il limite di trovare un 'attore umano' adeguato a ricoprire i panni di ciò che sento di voler esprimere, e che l'astratto è anche la risposta perfetta naturale al mio bisogno di essenzialità.

Dopo un primo tentativo, germinale, atto più che altro a testare alcuni medium per realizzare il lavoro che sentivo dentro, ed un lavoro incompiuto, per il quale sto cercando una soluzione tecnica adeguata, finalmente ho visto una nuova porta da abbattere, la tela mi sembrava angusta, limitata nel suo essere unidimensionale, e così è nato, "l'origine du monde" da un incisione curva nella tela, una vagina fertile si è aperta in modo creativo, femminile, per partorire una nuova dimensione del mio esprimermi.
E siccome tutto qui sembra essere come una spirale che ritorna su se stessa, per aprirsi verso una nuova meta, ritrovo assonanza tra quella 'sorgente' che ha caratterizzato nel 2012 il mio ritorno alla pittura, e questa "origine du monde" (titolo nato in modo spontaneo, non pensato, se non nella citazione di Courbet) che apre ad un futuro che ora guardo con crescente curiosità, in attesa di vedere in che modo il passato potrà interagire ancora con il mio operare futuro.

Colgo l'occasione qui per ringraziare Gianni Dunil per avermi lanciato la sfida di cui si parla in questo post.

venerdì, aprile 01, 2016

Style Channel - 29_03_16 - Giammetta Tiziana





Intervistata da Alessandra Bardeschi presso Orler.

piccola precisazione: nel testo che scorre sotto l'intervista c'è erroneamente scritto che sono professore d'Arte all'Istituto d'Arte Depero. Non è così! Ho studiato presso quell'istituto.


Icio, Il sacro pane

A partire da qualche settimana ho iniziato a pubblicare su questo blog alcuni miei lavori con una mia lettura dell'opera
Questa volta vi presento "Icio, il sacro pane":

Attraverso questo ritratto affronto il tema della religiosità inconsapevole, nascosta nel gesto quotidiano, il soggetto (si vedano gli orecchini) cerca una via per essere fuori dagli schemi ma inconsapevolmente agisce un tema religioso, in quanto ognuno di noi assorbe negli anni formativi tutto un insieme culturale religioso, che lo si voglia ammettere o meno. Il colore blu steso in diverse tonalità digradanti enfatizza il tema introspettivo, creando una luce intimista e privata, luce che sfiora la montatura degli occhiali, le iridi e colpisce in modo significativo il boccone di pane creando questo legame di intuizione 'luminosa' tra ciò che vedo (gli occhi, IO), ciò che percepisco (l'occhiale quale strumento mediatore, l'ambiente, la cultura) e ciò che nutre intimamente il mio essere nel quotidiano (il pane, cibo semplice ma ricco di significato simbolico, la religiosità di cui è intriso inconsapevolmente quasi ogni nostro gesto spontaneo). N.B.questi tre punti toccati dalla luce alludono anche in modo 'nascosto' al tema della trinità


Icio, il sacro pane - acrilico su tela 120x120 cm incorniciato Tiziana 'Tirtha' Giammetta 2012

pubblicato su:

-Euro Arte maggio 2013;  
-catalogo KROUMEKI 2013

Esposto a:

-Arco galleria il Transito 'Relazioni Cromatiche' 2013
-Rovereto KROUMEKI  Sala Iras Baldessari 2013
-Londra presso la Royal Arcade Gallery  nel 2013
-La Spezia nel 2013 in occasione del premio Artista dell'anno UIL UNSA “Cristoforo Colombo” assegnato all'autrice presso il museo etnografico Podenzana
-Pergine TN nel 2014 nella collettiva Womanart c/o Spazio Event Art
-Barletta presso CENTRO CULTURALE ZEROUNO nel 2015 per la collettiva “qualcuno che ci guardi” con il patrocinio della Fondazione De Nittis
-Marcon Venezia presso lo Showroom Orler 2015 /2016 per l'evento “affordable art Mostra di Natale Orler”

lunedì, marzo 21, 2016

I miei quadri in vendita da Orler

Dal 7 marzo 2016 trovate molti dei miei lavori in vendita da Orler per consultare i quadri a disposizione ed acquistare contattatemi oppure cliccate sul link:
http://www.affordableartpoint.com/art/1215/giammetta_tiziana.htm


Condividi